COHOUSING, UN MODELLO INNOVATIVO DI COPROGETTAZIONE NEL COMUNE DI ASCOLI PICENO

FQTS SOTTO L’OMBRELLONE

La rubrica di FQTS con articoli, approfondimenti, spunti di idee e riflessioni dai nostri docenti, nell’ambito del percorso formativo portato avanti con FQTS.

Il terzo contributo ci arriva da Marco Perosa, Dirigente della Fondazione Carisap e Direttore Area Strategia nonché Professore dell’Università Politecnica delle Marche in Marketing.

 

COHOUSING, UN MODELLO INNOVATIVO DI COPROGETTAZIONE NEL COMUNE DI ASCOLI PICENO

Il Comune di Ascoli Piceno insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno hanno vinto un bando a valere sul programma innovativo nazionale sulla qualità dell’abitare. Un modello innovativo di coprogettazione sul tema del cohousing che ha visto il coinvolgimento di diversi Enti, sia pubblici e sia del privato sociale che si sono dati una visione unica di intervento territoriale ed hanno costruito una strategia condivisa.

Il bando nazionale a cui ha partecipato il Comune di Ascoli Piceno con il supporto operativo della Fondazione Carisap che ha messo in pratica una coprogettazione territoriale prevedeva la possibilità di intervenire sui seguenti temi: riqualificare e incrementare il patrimonio residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Ne parla Marco Perosa, Dirigente della Fondazione Carisap e Direttore Area Strategia nonché Professore dell’Università Politecnica delle Marche in Marketing.

È lui l’ideatore in team del “progetto sociale” che ha permesso alla Fondazione Carisap insieme al Comune di Ascoli Piceno di contribuire alla vincita del bando da 90 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture con una ricaduta – che possiamo definire “epocale” – nella città di Ascoli Piceno ed in tutta la provincia. Il “progetto sociale” si accompagna ad interventi di natura architettonica – particolarmente importanti e significativi – che sono stati pensati dal Comune di Ascoli Piceno e da tanti professionisti coinvolti.

Ha vinto il lavoro di squadra; come Fondazione Carisap abbiamo costruito il progetto sociale grazie al lavoro di un team di coprogettazione che ha coinvolto sia figure interne che esterne alla Fondazione. Vincente è stata la coprogettazione e la perfetta sintonia che si è generata con il team composto sia da professionisti del Terzo Settore e sia dell’Ente pubblico.

Il tutto parte dall’analisi del contesto della città di Ascoli Piceno e dalla necessità di intervenire secondo due linee di azione: ripopolare il centro storico con giovani coppie con figli e garantire i servizi per la popolazione anziana. Da questa analisi è partita la necessità di immaginare il centro storico di Ascoli Piceno come una “comunità solidale”. L’ottima sinergia tra il Presidente della Fondazione Angelo Galeati ed il Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti è stata il valore aggiunto di questa progettualità: hanno dato una visione chiara ai tecnici che si è tramutata in una strategia. La messa a terra dell’intera progettualità, assolutamente complessa ed articolata, è stata possibile solo grazie al metodo di lavoro che ci siamo dati; in poco tempo siamo stati in grado di costruire una coprogettazione innovativa che ha visto il coinvolgimento di partner di rilevanza nazionale tra i quali Ashoka Italia, Human Foundation, e l’Abergo Etico, quest’ultima un’esperienza di livello internazionale che fino ad oggi ha aperto in tutto il mondo oltre 36 strutture alberghiere che vedono il coinvolgimento dei disabili nelle attività lavorative. Ed è stato possibile coinvolgere partner così importanti perché nel corso del tempo la Fondazione Carisap ha acquisito una credibilità di rilevanza nazionale per la strategia e le idee messe in campo, gran parte delle quali sono risultate vincenti.

Siamo un territorio dove la componente demografica degli anziani è molto significativa e che continua a “invecchiare”: la nostra comunità ha un indice di vecchiaia ben al di sopra della media regionale e nazionale ed una dinamica demografica particolarmente debole, ma nonostante questo, fatichiamo a trovare soluzioni sanitarie ed abitative adeguate alle esigenze degli anziani, specialmente quelli fragili e non autosufficienti. Non solo; dall’analisi degli indicatori relativi a redditi, pensioni, patrimonio delle famiglie e sofferenze bancarie emerge una situazione di sostanziale fragilità economica: nell’ascolano il reddito medio disponibile pro capite risulta inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media regionale e di quasi 9 rispetto a quella nazionale. Da queste riflessioni, e dallo studio delle migliori esperienze progettuali evidenziate dalla Commissione europea a seguito di specifica valutazione di impatto (si veda, ad esempio, lo studio “Impatto della ricerca finanziata dall’UE e innovazione sulle TIC per l’invecchiamento attivo e sanitario”) è nata l’idea di proporre l’attivazione nel centro storico di Ascoli di una molteplicità di interventi legati da un’unica visione – “la generazione di una comunità solidale”.

Il design della proposta è stato strutturato come un’azione di sistema interdisciplinare, finalizzata ad accrescere la qualità dell’abitare urbano nel centro storico della città di Ascoli Piceno, offrendo risposte organiche e integrate alla crescente complessità dei bisogni rilevati. In questa prospettiva, la finalità della proposta si declina in tre dimensioni logiche di sviluppo che caratterizzano il pensare, l’agire e l’abitare della contemporaneità:

  • Ascoli partecipata e senziente, che sa valorizzare l’intelligenza connettiva dei suoi cittadini e del Terzo Settore, che ne riflettono, ridefiniscono e interpretano collettivamente la potenzialità urbana. Tra le condizioni che s’intendono promuovere c’è quella di attivare strumenti e processi attraverso cui i cittadini possano mettersi in gioco, promuovendo partecipazione e, di conseguenza, rinnovando gli ambienti sociali di vita e di lavoro. L’attivazione del capitale urbano inutilizzato/sottoutilizzato consentirà di rigenerare il senso e il significato del vivere la città, mobilitandone tutte le risorse/potenzialità di sviluppo endogene;
  • Ascoli inclusiva, una città in grado di fare sintesi della sua complessità, superando i processi di polarizzazione, frammentazione ed esclusione che tendono sempre più a caratterizzare la vita nei contesti urbani. Si intende in questo senso innovare le modalità di co-generazione, di accesso e di fruizione dei servizi urbani, accrescendone la prossimità ai cittadini e investendo sulle dimensioni della sostenibilità e degli impatti.
  • Ascoli sostenibile e resiliente, capace di rinnovare il proprio equilibro al mutare delle condizioni di contesto, di adattarsi alle sollecitazioni che derivano dal cambiamento esterno e di esprimere risposte sul piano sociale, demografico economico e ambientale alla crisi che caratterizza la nostra epoca. La resilienza costituisce dunque una funzione della sostenibilità che richiede una profonda revisione dei modelli organizzativi e gestionali su cui si basa la convivenza urbana. Ascoli Resiliente è una città in grado di pianificare e realizzare una strategia di lungo periodo che garantisca l’omeostasi sociale attraverso una governance intelligente e condivisa, capace di “efficientare” il patrimonio pubblico e coinvolgere i cittadini in una sussidiarietà quotidiana consapevole e orientata alla creazione di una città aperta al contributo di ognuno per accrescerne la vivibilità per tutti.

 

L’obiettivo generale della proposta è stato essere opportunamente declinato in una serie di finalità specifiche che si articolano in relazione alle dimensioni strategiche dell’intervento.

  1. Dimensione welfare e salute

Attivare di un Polo Sanitario solidale rivolto a fasce sociali fragili e a rischio di emarginazione, strutturato come servizio socio-sanitario a bassa soglia d’accesso, che contrasti l’esclusività dell’offerta di eccellenza, operando nella prevenzione, cura e follow up dei cittadini vulnerabili. L’intervento intende quindi realizzare un “nuovo paradigma sanitario” che consenta di risparmiare disagio e risorse che potrebbero essere indirizzate su servizi non meno importanti per il benessere della collettività (educazione, sicurezza, giustizia, ecc), rendendo, peraltro, stabilmente sostenibile un sistema sanitario fondato sui principi di solidarietà e uguaglianza.

Implementare tecnologie per la vita indipendente e l’active ageing. A tal fine si intende strutturare un’azione dimostrativa nella quale convergono discipline e competenze per supportare la realizzazione di infrastrutture e tecnologie finalizzate al miglioramento dell’autonomia e della qualità della vita delle persone, specie degli anziani, attraverso l’applicazione di dispositivi innovativi nel campo: della domotica e robotica, biomedicale; intelligenza artificiale, visione artificiale e realtà aumentata, sistemi di posizionamento per prevenzione rischi.

  1. Dimensione culturale

Realizzare una piattaforma partecipativa per l’identità e la cultura urbana. L’obiettivo parte dalla consapevolezza che rigenerare gli spazi diventa sempre di più rigenerare l’immagine di uno spazio per far sì che, attraendo capitali, stakeholders e idee, la trasformazione dei luoghi possa generare evoluzioni nel modo di viverli. A tal fine il progetto intende strutturare una piattaforma di e-community grazie alla quale gli spazi urbani possano essere progettati, trasformati, e gestiti in virtù del loro potenziale, come assets condivisi, il cui valore è intriso dalla partecipazione pubblica e dalla capacità di creare o fortificare l’identità locale. L’irruzione della dimensione digitale nella vita quotidiana sta producendo uno stravolgimento della forma di abitare: ci muoviamo attraverso Territori Intelligenti, dove emergono nuovi modelli di Cittadinanza. L’intervento consentirà dunque di affermare un nuovo modello di Sentient City, basata su un ecosistema tecnologico/sociale dove la conoscenza, le azioni collettive e le interazioni tra persone e spazi sono potenziate dalle nuove possibilità offerte dall’ibridazione fisico-digitale.

  1. Dimensione economico-imprenditoriale

Promuovere lo start up di un’impresa sociale per la gestione di un Albergo etico, un’iniziativa di turismo accessibile, in cui l’attenzione per le persone con esigenze specifiche rappresenta una scelta consapevole e responsabile per rispondere non solo alla domanda, sempre crescente, da parte delle persone con disabilità di viaggiare e fruire del territorio ma, più in generale, alla necessità di contribuire ad uno sviluppo economico più equo e inclusivo, attraverso la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani con disabilità.

Sostenere l’istituzione del “Parco Scientifico, Tecnologico e Culturale” attraverso la creazione di una piattaforma logistica, tecnologica, culturale e scientifica fondata su misure e dispositivi di Social Outcome Contracting e dei Social Impact Finance. Tale obiettivo consentirà di rivitalizzare il tessuto imprenditoriale urbano, attraendo giovani talenti creativi per la costituzione di impact enterprise – market oriented.

Attivazione di un Centro commerciale diffuso nel centro storico della città. Per creare le condizioni favorevoli alla competitività del commercio e dei servizi presenti nell’area di intervento, si intende promuovere la costituzione di un “centro commerciale naturale”, in grado di mettere a sistema le diverse componenti e di gestire in maniera efficiente e coordinata le molteplici e variegate attività economiche, contribuendo ad accrescerne la prossimità rispetto ai bisogni dei cittadini e migliorando congiuntamente le condizioni di competitività degli operatori, anche attraverso l’offerta integrata di servizi aggiuntivi.

  1. Dimensione accessibilità

Attivazione di un servizio flessibile di trasporto a chiamata, individuale e collettivo, per una mobilità sostenibile. L’intervento prevede, nello specifico, la valutazione, stimolo e gestione dei fattori principali che influenzano l’attivazione e l’organizzazione del servizio, finalizzato a modulare l’offerta per rispondere in modo personalizzato alla domanda di logistica espressa dai cittadini. Il contributo richiesto prevede inoltre l’acquisto e la messa in disponibilità di mezzi ad impatto zero per facilitare gli spostamenti di residenti con esigenze particolari (disabili, anziani, ma anche donne con figli che si spostano con ausili, ..).

  1. Dimensione partecipativa

Realizzazione di un centro direzionale per il Terzo Settore urbano che consenta, attraverso la messa a disposizione di spazi operativi e la prossimità delle organizzazioni, di attivare un ruolo di coordinamento, di contaminazione, scambio e cross fertilization, in grado di accrescere l’efficacia e l’impatto del privato sociale.

Implementazione di un polo polifunzionale in grado di divenire punto di riferimento educativo, riconoscibile e integrato nella vita della città, attraverso la messa a disposizione di spazi e dispositivi per una pluralità di attività e servizi offerti, a sostegno della crescita individuale, sociale, identitaria e relazionale dei minori e delle famiglie.

La vera sfida, in altre parole, sarà quella di mettere a sistema l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche che incidono sulla creazione e distribuzione di valore.

X